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Vito Pancella è nato nel 1945 a Lanciano (Chieti), città ove ha seguito gli studi artistici, per poi trasferirsi a Roma, nella cui Accademia ha frequentato i corsi dello scultore Pericle Fazzini e dell'incisore Lino Bianchi Barriviera.

Docente per un ventennio prima al liceo artistico di Bari e poi di Roma, per molti anni ha avuto lo studio nella capitale, prendendo parte attiva alla vita culturale della città.

Nel 1989 torna a risiedere a Lanciano, la sua città natale, continuando a lavorare tra Verona e Pietrasanta. La sua attività espositiva, durata quasi quarant'anni, lo ha visto presente in personali e collettive in diverse città italiane ed estere; numerose le rassegne di prestigio alle quali ha preso parte ricevendo significativi riconoscimenti e premi.

Muore il 12 giugno 2005, dopo una lunga malattia.


Durante la sua carriera, Vito Pancella ha ottenuto vari riconoscimenti tra i quali si segnalano:
1968:
Borsa di studio all'Accademia di Belle Arti di Roma
1975:
1° premio per la Scultura alla I Rassegna Internazionale d'Arte "A. Lucarelli" XXX della Liberazione, Bari
1976:
1° premio per la scultura alla III Biennale d'Arte Sacra "Padre Pio", S. Giovanni Rotondo (Foggia)
1977:
2° premio per la scultura alla XXVII Rassegna "G.B. Salvi", Sassoferrato (Ancona)
1986:
1° premio della "Stampa e Promozione dell'Abruzzo" per il successo ottenuto nel settore della scultura in Italia nel 1985
1996:
2° premio al Salon "Artistas del Mundo", Museo "Juan B. Castagnino", Rosario (Argentina)
1999:
1° premio alla Rassegna Internazionale di scultura "Ermanno Casoli", Serra San Quirico (Ancona)
2003:
Premio "Golfo d'Oro" per meriti artistici alla XXII Edizione del Premio Nazionale "Golfo d'Oro" di Vasto (Chieti)
2004:
Medaglia d'Argento del Presidente della Repubblica al XXXI Premio Sulmona, Rassegna Internazionale d'Arte Contemporanea
A parlare di fragilità, presentando uno scultore, si corre un doppio rischio: quello di offendere l'autore e di disorientare il pubblico; tanto si è radicata l'idea della scultura come arte "muscolare"... Ma nei bronzi di Pancella il carattere che subito mi colpisce e mi emoziona è, appunto, la fragilità: il timore che a toccarli possano frangersi come foglie secche. [...] Dunque la fragilità, o meglio, con un termine di sapore dannunziano, il senso del frale, è il nerbo di queste immagini: la vita come germoglio delicatissimo, o avventura vissuta sul filo del rasoio; minacciata e improbabile, eppure resistente sul periglioso spartiacque (quasi impensabile, ma "osato") della bellezza.
Renzo Vespignani
Scultura metamorfica, questa di Vito Pancella, legata alla luce e all'oscurità, all'ardenza delle forme ma anche a un loro sciogliersi e disvanire in uno spazio misterioso, quasi incomunicabile con il nostro. [...] Sono lavori che sfiorano l'intimismo, ma che hanno un sicuro equilibrio plastico: mai un particolare di troppo, mai un accento virtuosistico. [...] Il modellato, seguendo ogni sensuale trapasso del corpo lievitante nella luce, ogni tensione degli arti, diviene misterioso riflesso tattile di un'energia organica e spirituale insieme: restituisce la vita nel suo originario essere.
Floriano De Santi
Pancella sa vedere e sa sognare, sa far vedere e sa far sognare: i suoi bronzi, i suoi candidi marmi conservano la leggerezza del pensiero, e ti avvolgono con la loro presenza, che non è placata nella forma, ma ha qualcosa di mobile, di turbato e di turbante. Qualcosa come un brivido di inquietudine: un respiro interno.
Francesco Butturini
Il denominatore comune dell'opera di Pancella s'individua nella 'bellezza', intesa come la 'Forma' della classicità latina e non come elitaria categoria estetica: il denominatore comune del suo linguaggio è quindi nella 'Forma'. Egli si è avvalso, per scelta vocazionale, di una tecnica antica e difficoltosa – la scultura. Pancella ha operato, quindi, in una concezione dinamica, prevedendo, cioè, una sintesi tra forma e spazio, tra luci e ombre, sfumature cromatico-materiche la cui etimologia è parte intima della prassi scultorea.
Maurizio Marini
Una serie di sculture in bronzo di medio e piccolo formato di uno scultore autentico, capace di una invenzione inesauribile sul nudo femminile con una volumetria sfrontata, erotica, sempre di una maestria "ellenistica".
Dario Micacchi
Per essere moderni non è necessario essere astratti", dice Pancella, ed a ragione: egli è eminentemente moderno anche perché trasferisce nelle sue figure femminili il dilemma fra l'apparire e l'essere, versione odierna del vecchio conflitto kierkegaardiano tra la sfera estetica e la sfera etica: ormai l'apparire soverchia l'essere a tal punto, da insidiare irreparabilmente l'equilibrio della personalità. Epperò le figure femminili dello scultore abruzzese hanno un loro proprio equilibrio: un equilibrio plastico, un equilibrio artistico, se non più un equilibrio psichico o spirituale. Un piccolo miracolo.
Costanzo Costantini
Le sue forme sono compatte, tuttavia si articolano con una sicurezza che gli assicurano moto e vivacità in un quadro che include storia e universo umano e la necessità di offrire una parola definitiva ed emblematica che includa l'autenticità di una verità sicura. Le sue figure sono raffinate ed eleganti, squisite e delicate, tuttavia pregiate nel tono generale e nella struttura dell'immagine.
Mario De Micheli

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Nel dicembre 2005, per volere della moglie e dei figli dello scultore, nasce l'Associazione Culturale "Vito Pancella". Il suo scopo è di mantenere viva la figura artistica di Vito Pancella attraverso pubblicazioni e con l'organizzazione di mostre delle sue opere.
La prima mostra retrospettiva è stata organizzata presso il Museo d'Arte Costantino Barbella di Chieti il 18 marzo-13 maggio 2006 sotto il patrocinio della Provincia e del Comune di Chieti. La mostra intitolata "Vito Pancella. Il segno di una presenza" e curata dal critico d'arte Ida Mitrano ha presentato una selezione di circa 30 opere tra le più rappresentative dell'artista, oltre ad alcuni pezzi inediti.

Per informazioni sull'artista, sulle sue opere e sulle attività dell'Associazione Culturale:
Associazione culturale "Vito Pancella"
C.da Sacchetti, 86
66030 Treglio (Ch)
Italia

Tel.: +39 333 6107709
E-mail: associazione@vitopancella.com
Intendo elevare la forma,
renderla leggera e vibrante nell'aria.
Il mio desiderio è dare la vita,
il respiro alla materia.

V. Pancella, 1983
Vito Pancella